Bagni chimici settore agricolo: norme e obblighi per i lavoratori stagionali

Bagni chimici settore agricolo: norme e obblighi per i lavoratori stagionali

In tutti i settori, i bagni chimici sono uno strumento concreto di tutela dei lavoratori.

Oggi parliamo, nello specifico, del settore agricolo, che è spesso sottovalutato da questo punto di vista. Chi lavora nei campi, nelle piantagioni o nelle serre sa bene quanto le condizioni igieniche siano determinanti per la qualità della giornata lavorativa. Eppure, ancora non mancano i casi in cui i lavoratori stagionali si ritrovano senza servizi igienici adeguati, spesso lontano da qualsiasi struttura fissa.

A tal proposito, la normativa europea EN 16194:2023 ha aggiornato e rafforzato le regole in materia di bagni chimici portatili in diversi settori, incluso quello agricolo, con indicazioni precise su numero di cabine, frequenza dei servizi di manutenzione e requisiti igienici minimi. Scopriamo insieme, in questo articolo, tutto quello che serve sapere per essere in regola e garantire condizioni di lavoro dignitose.

Perché i bagni chimici sono obbligatori anche in agricoltura

Quando si pensa all’obbligo di fornire servizi igienici ai lavoratori, spesso si pensa solo all’edilizia o alle fabbriche. L’agricoltura, però, rientra a pieno titolo tra i settori in cui il datore di lavoro ha precise responsabilità in materia igienico-sanitaria.

I lavoratori agricoli, e in particolare i lavoratori stagionali impiegati durante la raccolta, operano spesso in aree remote, lontane da qualsiasi infrastruttura. L’unica soluzione praticabile in questi contesti è proprio il bagno chimico portatile, che non richiede allacciamenti idrici o fognari e può essere posizionato ovunque sia necessario.

Le attività agricole coperte dalla normativa

La norma europea EN 16194:2023 include tra i settori di applicazione le piantagioni agricole, le aziende ortofrutticole, la floricoltura e la silvicoltura. Tutte queste attività rientrano nell’obbligo di dotare i lavoratori di servizi igienici adeguati. In concreto, si parla di:

  • semina, raccolta e messa a dimora manuale e meccanizzata
  • potatura e abbattimento, manuale e meccanizzato
  • carico e trasporto del prodotto
  • stoccaggio dei prodotti raccolti
  • attività in magazzino

Il ruolo del datore di lavoro

In questo contesto, il datore di lavoro è responsabile di mettere a disposizione un numero sufficiente di bagni chimici per tutti i propri lavoratori e di evitare che la capacità dichiarata delle cabine venga superata, creando condizioni igieniche non accettabili.

Questa norma vale anche quando i lavoratori provengono da aziende in subappalto o sono autonomi: il numero di cabine si calcola sempre sulla base del numero massimo di persone contemporaneamente presenti sul campo durante una normale settimana lavorativa.

Quanti bagni chimici servono in un’azienda agricola?

La norma EN 16194:2023 è molto precisa su questo punto. Il rapporto di base previsto è di 1 bagno chimico ogni 7 lavoratori, con un servizio di manutenzione settimanale.

Aumentando la frequenza dei servizi è possibile ridurre il numero di cabine necessarie. Questa flessibilità è utile quando lo spazio è limitato o la logistica è complessa. Con 2 servizi a settimana il rapporto sale a 1 cabina ogni 14 lavoratori; con 3 servizi settimanali si arriva a 1 cabina ogni 22 lavoratori.

La distanza massima dal posto di lavoro

Nelle aziende agricole e in particolare nei campi, la distanza massima tra il posto di lavoro e il bagno chimico non deve superare gli 80 metri, e le cabine devono essere facilmente raggiungibili: quanto più le cabine sono accessibili, infatti, tanto più è probabile che vengano utilizzate quando necessario, riducendo il rischio che i lavoratori si allontanino o si arrangino in altri modi.

C’è anche un dettaglio operativo altrettanto importante: la distanza massima tra il bagno chimico e il veicolo di servizio non deve superare i 10 metri, per garantire che le operazioni di svuotamento e pulizia avvengano in modo efficiente e senza rischi di dispersione dei reflui.

Quante volte al giorno va usato il bagno chimico in campo?

Può sembrare una domanda ovvia, ma la norma EN 16194:2023 fornisce anche questo dato, utile per calibrare correttamente il numero di cabine e la frequenza dei servizi.

La frequenza d’uso stimata

La frequenza d’uso prevista per persona è di 3 volte durante una giornata lavorativa standard. Il numero massimo di utilizzi per cabina tra due interventi di manutenzione non deve superare le 105 unità: questo calcolo si basa su 7 lavoratori che utilizzano la stessa cabina 3 volte al giorno per 5 giorni a settimana.

Per quanto riguarda il servizio di svuotamento e pulizia, questo è obbligatorio almeno una volta a settimana, dopo 5 giorni lavorativi standard di 8 ore ciascuno.

Igiene e manutenzione: cosa prevede la norma

Il numero giusto di bagni chimici è solo il primo passo per il rispetto della norma. Quest’ultima stabilisce infatti anche come devono essere gestiti e mantenuti nel tempo.

Cosa include un servizio di manutenzione completo

Un intervento di manutenzione su un bagno chimico portatile in ambito agricolo comprende:

  • svuotamento completo del serbatoio di raccolta reflui
  • pulizia ad alta pressione dell’interno del serbatoio
  • rifornimento con 20 litri di acqua e prodotto igienizzante
  • pulizia ad alta pressione di interni ed esterni della cabina
  • asciugatura degli interni
  • disinfezione con battericida
  • rifornimento di carta igienica, sapone o gel idroalcolico

Le cabine e le stazioni lavamani devono essere mantenute pulite in modo continuativo. I contenitori usati per trasportare o conservare l’acqua per il lavaggio delle mani devono essere svuotati, puliti a fondo, disinfettati e riempiti con acqua potabile in modo regolare.

Attenzione alla posizione delle cabine

Le cabine non devono essere posizionate vicino a fonti d’acqua usate per l’irrigazione, né in luoghi soggetti a possibile ruscellamento superficiale in caso di piogge intense. Un dettaglio importante, soprattutto per le aziende che lavorano con prodotti ortofrutticoli freschi, è che una fuoriuscita accidentale di reflui potrebbe contaminare i campi e i prodotti. I veicoli per la pulizia e il trasporto dei reflui devono avere accesso diretto alle cabine per garantire una raccolta e uno smaltimento corretti.

I campi con alloggi per lavoratori stagionali: regole specifiche

Molte aziende agricole, soprattutto durante le grandi stagioni di raccolta, ospitano i lavoratori stagionali in campi attrezzati o strutture temporanee. Per questi contesti la norma prevede requisiti aggiuntivi.

Cosa serve in un campo con alloggi stagionali

Tutte le aziende agricole o i magazzini ortofrutticoli che offrono campi o rifugi temporanei devono disporre di bagni chimici, docce calde e fredde e punti acqua corrente, con un rapporto di 3 docce, 3 stazioni lavamani e 3 bagni chimici ogni 25 persone.

Quindi, tradotto in numeri, per un campo che ospita fino a 50 lavoratori servono almeno 7 bagni chimici, 7 docce e 7 punti acqua. Per 100 lavoratori si sale a 14 per ciascuna dotazione. In questi contesti, i servizi vanno effettuati ogni giorno, compresi i weekend e i giorni festivi.

Ad ogni modo, è importante sottolineare che la disponibilità di servizi igienici adeguati non è solo un obbligo normativo, ma rappresenta una questione che riguarda la dignità e la salute pubblica: condizioni igieniche precarie favoriscono la diffusione di malattie infettive e aumentano il rischio per l’intera comunità lavorativa.

Le stazioni lavamani: un complemento indispensabile

Un altro aspetto importante, ma che spesso viene trascurato, è quello delle stazioni lavamani autonome. In ambito agricolo, dove i lavoratori maneggiano prodotti alimentari freschi, l’igiene delle mani è ancora più critica che in altri settori.

Le stazioni lavamani devono essere installate almeno nelle aree dove i lavoratori svolgono l’attività di raccolta e nelle vicinanze dei bagni chimici. Devono essere dotate di:

  • lavabo con acqua
  • sapone liquido o gel idroalcolico
  • dispositivi per l’asciugatura delle mani, come carta monouso
  • contenitore per i rifiuti

Le stazioni lavamani devono essere pulite regolarmente, al massimo ogni 7 giorni, e disinfettate con una soluzione appropriata per mantenere le condizioni igieniche richieste dalla norma.

Quale bagno chimico scegliere per il settore agricolo?

Ciò che abbiamo detto finora dimostra come, in campo agricolo, le cabine devono essere robuste, facili da trasportare e da posizionare, e in grado di resistere a condizioni ambientali variabili. I modelli Tblustar, azienda leader nel settore dei bagni chimici portatili, sono progettati per rispondere a queste esigenze in modo professionale. 

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